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Come fatturare per network di Affiliazione nella Comunità Europea

Occupandomi di WebMarketing mi sono trovato a fare i conti con le fatture per società di Advertising non italiane, ed esempio Tradedoubler, Zanox, ValueClick, PublicIdees, vediamo come bisogna comportarsi…

Se non hai la Partita Iva questo articolo non ti sarà utile al momento, ma puoi tenerlo presente per il futuro.

Veniamo alla fatturazione: alcune società come ho citato prima non hanno sede in Italia, Zanox in Germania, Tradedoubler in Svezia, ValueClick Inghilterra e PublicIdees Francia, e per i soggetti che devono rilasciare fattura non è semplice, in quanto (come ho fatto io) ho chiesto direttamente a queste società come mi dovevo comportare ai fini fiscali e mi hanno sempre risposto “Noi non abbiamo bisogno di fatture”…. Già, loro!

Ma tu comunque le devi emettere!

Se non hai un commercialista preparato (che a limite ti dice di pagarci l’iva al 20%) devi navigare sul web… e nessuno ti da un giudizio valido, tutti che dicono “…prova a fare così…”

Per poter fatturare a queste società bisogna fatturare al netto, senza iva, comunque la fattura si deve emettere e deve essere contabilizzata. Al posto dell’ Iva bisogna mettere:

N.I. art. 7 Esente (Dpr. 633/72, Art. 7, 4° comma, lettera D)

Però ora provo a fare una tabella per poter capire a quali servizi applicare l’iva e a quali no:

Se il committente (cliente o Società) è:

1) Soggetto passivo italiano (ditta o prof.) -> si fattura con IVA a meno che il servizio non sia utilizzato fuori dall’UE
2) Soggetto privato italiano o altro stato UE -> si fattura con IVA a meno che il servizio non sia utilizzato fuori dall’UE
3) Soggetto passivo altro stato UE -> non si fattura con IVA
4) Soggetto privato non UE -> non si fattura con IVA
5) Soggetto passivo non UE (es. Google -> non si fattura con IVA, a meno che il servizio non sia utilizzato in Italia (es. Google)

Le società che vi ho citato rientrano nel caso 3) e quindi si fattura SENZA IVA.
Questo avviene per evitare una doppia imposizione IVA all’interno della UE, sarà infatti cura del cliente UE adempiere a questo obbligo (reverse charge). In parole povere saranno le Società a pagare l’IVA direttamente.

Google AdSense rientra invece nel caso 5), però in questo caso si fattura con IVA, perché l’attività è utilizzata in Italia (le pubblicità girano sul sito italiano del cliente e sono visualizzate da utenti italiani).


Author: Giannik

4 commenti

Marco
30 gennaio 2009

Pensa, invece, che il mio commercialista dice che tutto questo non è vero. Per lui in questi casi bisogna fatturare con Iva sempre e comunque, in quanto secondo lui il fatto che il servizio sia utilizzato in Italia prevale su tutto il resto. Boh…

Giannik
31 gennaio 2009

Aveva detto così anche il mio commercialista ma nonostante lo pago mi son dovuto documentare io. Ti assicuro che è come ho scritto nel post… Altrimenti “oltre il danno la beffa”, nel senso che tu percepisci 10 e ne devi versare 2 (di tasca tua!) quando quei 10 sono esenti da iva perchè verrà versata dalle società che ti pagano.

Federico
1 maggio 2009

i informo che Adsense dal mese scorso ha sede in Irlanda e non piu’ in USA ;)

Marco
11 marzo 2010

Ciao, per chi invece aderisce ai regimi dei minimi come deve regolarizzarsi? E la ritenuta d’acconto non va versata?
Grazie

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