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Le dritte di Altroconsumo: I tassi scendono, la rata del mutuo no

Bicchiere ancora mezzo vuoto per chi si trova a dover pagare il mutuo. Mentre i tassi della Banca centrale europea scendono, le rate rimangono ferme (cioè ancora molto care).

I mutui indicizzati, infatti, non sono legati direttamente al tasso Bce, ma dipendono dall’Euribor, il tasso stabilito da 46 banche europee che rappresenta il costo al quale i principali istituti di credito si scambiano il denaro. Dalla seconda metà del 2007 l’Euribor è cresciuto progressivamente proprio perché il suo valore dipende dalla facilità con cui le banche si prestano il denaro. Se c’è una crisi, anche di fiducia nel mercato, come quella che stiamo vivendo adesso, le banche non fanno prestiti. E se c’è poca offerta il prezzo (quindi l’Euribor) aumenta. Ad aumentare il disappunto dei cittadini si aggiunge il fatto che le rate sono stimate sulla base del tasso di riferimento del mese precedente, quindi le probabili riduzioni sui mutui arriveranno in ogni caso in ritardo rispetto al calo dei tassi.
Ma il problema è più generale. Non c’è ancora traccia di una manovra utile per chi fatica a pagare le rate per l’acquisto della casa in questo difficile momento di crisi economica. Anche il recente intervento governativo, che doveva sollevare le sorti delle famiglie strozzate dal caro mutuo, si sta rivelando insufficiente. Le nuove misure, il decreto anticrisi dello scorso novembre (che prevede un tetto massimo del 4%), sbandierato come aiuto alle famiglie italiane, non fa altro che scaricare sullo Stato una parte delle rate senza in realtà offrire un sostegno reale. Nello stesso decreto (n.185/2008) è previsto che da gennaio 2009 le banche che offrono ai clienti mutui per l’acquisto dell’abitazione principale debbano proporre anche contratti a tasso variabile indicizzati al tasso Bce, seguendo cioè il tasso di sconto fissato dalla Banca centrale europea. In pratica si tratta di un’alternativa all’Euribor, a cui sono sempre stati agganciati i mutui a tasso variabile.


Il risultato? È prevedibile che le banche aumenteranno il loro guadagno (lo spread, la quota che gli istituti di credito aggiungono al tasso di riferimento). Alla fine, quindi, i nuovi prodotti costeranno quanto quelli legati all’Euribor. Altroconsumo lo ha già verificato. Euromutuo della Banca Popolare di Milano, il primo prodotto indicizzato al tasso Bce, non è vantaggioso. Sarà anche il mutuo più conveniente proposto da Bpm, ma sul mercato si può trovare di meglio.
Ancora una volta, insomma, non si è centrato l’obiettivo: rate più basse, mutui meno cari. Per farlo l’unica possibilità è spingere le banche verso una sana concorrenza. Oggi invece i clienti restano dove sono, i costi rimangono inalterati e lo Stato (quindi la collettività) paga il conto. Eppure i consumatori hanno un’arma (il secondo provvedimento Bersani), che permette di trasferire il mutuo a un’altra banca, senza spese e senza formalità. Una possibilità che molti istituti di credito tentano di ostacolare. Altroconsumo ha fatto denuncia all’Antitrust: le banche multate ad agosto 2008, per ben 10 milioni di euro, ora cercano di non pagare la multa ricorrendo al Tar. Potete anche voi segnalare il comportamento scorretto delle banche utilizzando le nostre lettere tipo.
Per cercare il mutuo migliore consultate il calcolatore di Altroconsumo. Fate la vostra scelta confrontando l’indicatore sintetico del costo delle diverse offerte, che include oltre al tasso d’interesse anche le spese che gravitano intorno al mutuo.

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Author: Giannik

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