E’ stato recentemente provato che si può curare lo stress post-traumatico con Tetris, il mitico gioco degli anni 80 ancora apprezzato su molti emulatori.
La comunità scientifica si era recentemente interrogata sul fatto che numerosi pazienti colpiti da traumi e stress post-traumatico avevano tratto enormi benefici giocando con alcuni videogiochi che interagivano con la dimensione spaziale, Tetris innanzitutto. Poteva sembrare una semplice casualità ma durante la conferenza annuale della British Psychology Society è emerso che non era affatto così.
Il test clinico è stato condotto da Iyadurai e James in modo interessante: prima di tutto è stato fatto vedere un film ‘inquietante’ a tutti i soggetti coinvolti, sufficiente per creare una simulazione di un’esperienza traumatica. Dopo aver lasciato passare sei ore, quelle necessarie per far assorbire e rielaborare le immagini al nostro cervello, i soggetti dovevano: rispondere ad una serie di domande o giocare a tetris o continuare ad oziare.
La ‘tetris terapia’ deriva dal fatto che proprio chi aveva giocato a questo videogame ha riferito di aver avuto un numero minimo di flashback del film rispetto agli altri soggetti. La spiegazione? Secondo il professore Holmes della Oxford University, “la repentina esposizione a Tetris, con la necessità di concentrare la mente per la formazione di blocchi spaziali, rende più arduo la formazione dei ricordi traumatici”.
Siamo lontani da una vera e propria ‘terapia del videogioco’ per stessa ammissione dei due ricercatori perché non è certo che i ricordi della vita reale possano essere leniti come avviene per le immagini del film. Tuttavia Holmes ricorda: “semplici esercizi visivo-spaziali possono essere determinanti per calmare stati di stress post-traumatico dando un ordine e una struttura lineare al caos”.
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